Parco agricolo comunale di Casal del Marmo

Gli strumenti di pianificazione territoriale - come il Parco Agricolo Urbano di Casal del Marmo - sono in grado di esplicare la propria efficacia se si integrano con gli strumenti di programmazione degli interventi di sviluppo dei territori agricoli e forestali attraverso la definizione di azioni e comportamenti di sistema.

Nel predisporre il Piano di sviluppo rurale (Psr) 2007-2013, la Regione Lazio  ha deciso per la prima volta di tener conto delle peculiarità delle aree agricole del Comune di Roma.

La scelta strategica discende dall’idea che  i comportamenti e le azioni della città di Roma riguardo le aree verdi, i terreni coltivati e quelli boschivi, estesi su una superficie di oltre 51 mila ettari, vadano necessariamente a ripercuotersi sull’intera organizzazione e gestione del territorio rurale del Lazio. Si è quindi ritenuto che le azioni di governo della campagna rurale della Regione non debbano più prescindere da quanto avviene all’interno del territorio urbano di Roma e dai cambiamenti del sistema economico e sociale dell’area metropolitana romana. Conseguentemente, la presenza della Capitale, come centro di produzione di beni e servizi, di cultura e di azioni di governo, non rappresenta più nel Psr semplicemente un “vuoto” non rurale, ma viene considerata come un insieme di forze che si propagano influenzando i comportamenti di coloro che vivono e agiscono nel territorio circostante, fino ad estendersi a tutta la Regione ed anche più oltre.

Per evitare una dispersione “a pioggia” delle risorse, il Psr ha previsto tra gli strumenti attuativi il “progetto integrato territoriale”: un sistema di intervento che, partendo dalle esigenze del territorio, riesce a fondere in una prospettiva unitaria differenti politiche (Psr e politiche di coesione) e diversi attori coinvolti. Esso prevede che partenariati locali, rappresentativi delle istituzioni e delle diverse componenti economiche e sociali del territorio, pianifichino una pluralità di iniziative in linea con uno o più temi prioritari del Psr e coerenti con i fabbisogni delle diverse tipologie territoriali.

Per i “Poli urbani” e, dunque, per Roma le priorità di intervento riguardano il sostegno alla produzione di beni a valenza sociale e di servizi extraagricoli, gli incentivi alla diversificazione economica delle attività delle imprese agricole verso settori direttamente collegati con la produzione agricola (agriturismo e turismo rurale, servizi ambientali, agricoltura sociale, ecc.), le azioni volte a sostenere la produzione e promozione di prodotti agroalimentari di qualità, il sostegno ai processi di mantenimento e consolidamento delle aree protette urbane, anche attraverso la creazione di “parchi agricoli urbani”, la valorizzazione di itinerari tematici e culturali per una migliore integrazione urbano rurale, ecc.

I soggetti coinvolti dovranno sottoscrivere un formale accordo con cui assumono impegni e obblighi che dovranno rispettare. Il soggetto promotore del partenariato, in qualità di capofila del progetto, provvederà alla fase di presentazione e assumerà la funzione di coordinamento generale garantendo il monitoraggio delle iniziative e la necessaria assistenza tecnica.

Con la Lr. 23-1-2006 n.1 La Regione Lazio ha inoltre istituito i distretti rurali e agroalimentari di qualità stabilendo una triplice finalità: favorire lo sviluppo rurale, valorizzare le vocazioni naturali del territorio e consolidare l’integrazione tra i diversi settori produttivi in ambito locale; con questo sottolineando conseguentemente lo stretto legame tra le politiche distrettuali e quelle di sviluppo rurale.

A siffatta indicazione strategica fa seguito nella legge regionale un aspetto fortemente innovativo. Esso concerne la possibilità di riconoscere nel perimetro di un distretto rurale anche le aree agricole periurbane che, pur in contesti di forti dinamiche insediative extragricole, presentino uno spiccato interesse agricolo di carattere multifunzionale coerente con le politiche di sviluppo rurale e con le tradizioni e le vocazioni naturali del territorio.

In base a questa normativa, il Comune di Roma e i Comuni dell’area metropolitana romana hanno la possibilità di promuovere, con le rappresentanze sociali, un distretto rurale: un’ulteriore opportunità in mano alle forze locali per programmare ed attuare interventi realizzabili solo in un ambito di area vasta.

In definitiva, la progettazione integrata territoriale, prevista dal Psr, e i Piani di Distretto potranno interagire con gli strumenti di pianificazione territoriale qualora le forze locali si attivano intorno ad  un soggetto promotore, manifestando interesse a perseguire gli obiettivi della programmazione e predisponendo idee progettuali coerenti con essi.