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Articoli

Preziose testimonianze ancora attuali – Olioofficina magazine – 9 agosto 2016

La mediocrità delle classi dirigenti – Olioofficina magazine – 2 agosto 2016

L’agricoltura è malata – Olioofficina magazine – 19 luglio 2016  Qualcosa non torna. I redditi agricoli tra 2005 e 2015 sono aumentati in Italia solo del 14%, quando in Europa crescono mediamente del 40%. Nel 2016 la situazione si sta facendo più critica, con prezzi bassi per tutte le produzioni. Si parla dei successi dell’export, ma si trascura di evidenziare che il merito è dell’industria. Dinanzi a tale situazione, una classe dirigente responsabile avrebbe già indetto una conferenza nazionale, ma gli organi di stampa continuano a diffondere la vulgata di Coldiretti e del ministro Martina, secondo cui va tutto bene e le campagne si riempiono di giovani.

L’arte antidoto alla paura – Olioofficina magazine – 12 luglio 2016 L’arte rappresenta un elemento fondamentale per ciascuno di noi. L’ energia prodotta dall’educazione alla sensibilità artistica ci mette in movimento e ci fa interagire con l’altro. Ci rende creativi e capaci di coltivare l’innovazione, creando le basi dell’economia della conoscenza, laddove il valore si concentra nelle idee e nel senso che diamo alle nostre vite, moltiplicandosi con il digitale, nelle reti che connettono flussi e luoghi. Non c’è d’altra parte sviluppo se le arti non sono poste al centro di tutti i programmi di apprendimento.

Tra ignoranza e menzogne – Olioofficina magazine – 27 giugno 2016 Quando i populisti di ogni latitudine parlamentare, in compagnia degli xenofobi, sparlano senza ritegno dell’Unione europea come di una sorta di serraglio da cui si può uscire solo coi lanciafiamme, le rivolte o le guerre contro i poteri forti della finanza, dimostrano di non conoscere i Trattati europei.

È un paese ben coltivato – Olioofficina magazine – 7 giugno 2016 Non semplicemente un romanzo o un saggio socio-antropologico, né solamente un’inchiesta giornalistica, ma una guida o, meglio, un manuale di autoapprendimento di come siamo fatti noi italiani. Mentre in libreria c’è la nuova opera di Giorgio Boatti, Portami oltre il buio. Viaggio nell’Italia che non ha paura, noi abbiamo voluto ritornare sul precedente lavoro, che abbiamo letto per voi, invitando a fare altrettanto. Arrivando a chiederci se sia possibile pensare a una moderna ruralità, reinventata sulle ceneri della società industriale fordista?

Donne di campagna – Olioofficina magazine – 6 giugno 2016 Molti il 2 giugno hanno festeggiato senza però dare il giusto peso a un passaggio epocale, ovvero: il voto esteso alle donne, ma anche la loro stessa eleggibilità. Nel 1946 ci fu la scelta tra Monarchia e Repubblica, determinante per la sorte del nostro Paese; ma ciò che è stato ancor più significativo e memorabile, è proprio il ruolo paritario assegnato alle donne. Furono proprio quelle delle zone rurali a votare peraltro con maggiore convinzione.

Le baruffe on line – Olioofficina magazine – 30 maggio 2016 Oggi i social network ripropongono i riti del litigio che si consumavano un tempo nelle comunità rurali. C’è, tuttavia, una differenza di fondo tra quei riti antichi e le burrasche odierne.

Ricostruire il rapporto tra uomo e territorio – Olioofficina magazine – 24 maggio 2016

La satira contro il villano – Olioofficina magazine – 15 maggio 2016 In uno spot pubblicitario di quattro anni fa, Aldo, Giovanni e Giacomo proposero un desueto ma reale contesto di campagna e dovettero sorbirsi la reazione infastidita del ministro delle politiche agricole di quel momento, Mario Catania. Il quale, denunciò il permanere del pregiudizio anticontadino come espressione delle subculture urbane e industriali.

Cosa significa il primo maggio – Oliofficina magazine – 1 maggio 2016 L’aver festeggiato questa giornata, oggi, è servito innanzitutto per riflettere su come il lavoro che non c’è si possa creare. L’imprenditoria non è un’erba spontanea che cresce e si espande in maniera naturale. Si tratta di iniettare una cultura imprenditoriale (che manca) e un atteggiamento di autodisciplina. Le paure vanno superate: non c’è alcuna contraddizione tra il recupero del legame con il territorio e l’internazionalizzazione dell’economia.

Perché la Giornata della Terra – Olioofficina magazine – 23 aprile 2016 Quarantasei anni fa, venti milioni di americani scesero in piazza in difesa dell’ambiente. Da allora il 22 aprile tutto il mondo festeggia. Intorno ai problemi legati all’ambiente comincia a prendere forma una consapevolezza individuale e collettiva che si trasforma in nuove sensibilitàe stili di vita. La recente Enciclica “Laudato sì”, di papa Francesco, torna diffusamente a parlare della crisi ecologica e delle ipotesi di soluzione.

Prontuario agricolo per sindaci – Olioofficina magazine – 5 aprile 2016 Chi vuole favorire l’innovazione nel proprio territorio non può trascurare alcuni elementi fondamentali. Purtroppo, soltanto una metà delle Regioni ha trasferito parte delle funzioni amministrative in materia di agricoltura ai Comuni. E tuttavia, nonostante tale limite, è bene che gli enti locali si occupino di questo tema perché negli ultimi decenni l’agricoltura è stata investita da così profonde trasformazioni da acquisire una nuova e più marcata centralità per lo sviluppo locale.

Le conseguenze di un’agricoltura arrampicata – Olioofficina magazine – 8 marzo 2016

Il rapporto tra etica e impresa – Olioofficina magazine – 1 marzo 2016

Una sana economia locale – Olioofficina magazine – 21 febbraio 2016 Carlo Cattaneo, il grande pensatore lombardo, torna oggi d’attualità con le sue concezioni economiche. Per lui la libertà è il primo valore da vivere ogni giorno nelle libere scelte consapevoli e partecipi della vita sociale e politica. La sua critica al centralismo e il suo favore verso il modello federalista non ha nulla a che vedere con le concezioni separatiste e autarchiche. Per lui si deve soprattutto puntare alla partecipazione piena e consapevole di tutte le componenti della società locale, a partire dai ceti più bassi delle campagne e delle città.

L’olio tunisino incute tanta paura – Olioofficina magazine – 2 febbraio 2016

Cosa è il gusto – Olioofficina magazine – 26 gennaio 2016 Oggi il gusto viene spesso concepito come qualcosa che guarda al passato. Si può parlare, per certi versi, di un gusto nostalgico. Eppure tutto è in movimento. Come possiamo allora ripensare il gusto nello scorrere dei secoli? Dovremmo ritematizzare tre concetti: il rischio, la tradizione e l’identità. E adeguare l’idea di gusto, un gusto riflessivo, consapevole e rivolto con ragionevoli speranze al futuro. Un gusto che guarda al futuro con nuovi occhi è la grande sfida.

Religiosità e agricoltura – Olioofficina magazine – 10 gennaio 2016 Alla base della scelta compiuta da Emilio Sereni e Manlio Rossi-Doria, nello studiare i problemi dell’agricoltura, vi fu l’esperienza religiosa in cui restarono temporaneamente coinvolti entrambi da giovani. I due si sono occupati entrambi di politica agraria e di ruralità nelle sue innumerevoli sfaccettature (scientifica, storica, sociologica, antropologica, economica, ecc.) con ruoli diversi ma sempre di primo piano.

I caratteri delle nuove economie – Olioofficina magazine – 5 gennaio 2016  Nel nuovo scenario, i bisogni umani non sono più come ce li consegna la storia. Ma evolvono continuamente perché, in base alla loro percezione, si ricombina costantemente la loro graduatoria. Solo indagini sociologiche accurate possono dar conto dei cambiamenti nella percezione dei bisogni delle persone e delle potenzialità di mutamento che gli individui esprimono.

Latifondo caporalesco – l’EMIGRATO – n. 4 – ottobre-dicembre 2015 Lo sfruttamento dei migranti nei campi è pratica comune nei paesi dell’Europa. Il fenomeno è dovuto al consolidarsi di una lunga fase di stagnazione e immobilità. Dopo la rottura del latifondo capitalistico nelle agricolture mediterranee e gli investimenti nelle infrastrutture irrigue, si è costituito un nuovo tipo di latifondo, in cui non conta l’estensione delle aziende o il carattere intensivo o estensivo degli ordinamenti colturali, ma assume importanza il fatto che non si fanno più investimenti per l’innovazione.

La vera posta in gioco – Olioofficina magazine – 15 dicembre 2015 La Conferenza sul Clima, svoltasi a Parigi dal 30 novembre al 12 dicembre 2015, si è conclusa quando il ministro degli esteri francese ha battuto sul banco della presidenza un “piccolo martello che può fare grandi cose”. Gli impegni al contenimento del riscaldamento sono ancora di tipo volontario.Ma il mondo si è rimesso in movimento: nessuno potrà più sfuggire alle proprie, specifiche responsabilità.

L’innovazione non è solo un fatto tecnico – Olioofficina magazine – 8 dicembre 2015 È il frutto di un’attitudine mentale, di una predisposizione psicologica che va alimentata con la ricerca, il confronto, lo scambio di più punti di vista. Così intesa, l’innovazione diventa innovazione sociale, cioè un nuovo modo di organizzare l’attività umana, dove le potenzialità della vita vengono messe all’opera in un impegno di natura etica.

Il ’68 dei contadini – Olioofficina magazine – 4 dicembre 2015 Il 2 dicembre di 47 anni fa due braccianti, Angelo Sigona e Giuseppe Scibilia, furono uccisi dalla polizia solo perché scioperavano. L’uso immotivato delle armi su folle di contadini inermi ci fa comprendere la gravità di quegli anni. La protesta ebbe inziio il primo marzo alla Fiera di Verona, dove alcune centinaia di aderenti alla Coldiretti avevano preso letteralmente d’assedio il tavolo della presidenza, protestando contro il presidente della Coldiretti Paolo Bonomi e il ministro dell’agricoltura Franco Restivo.

Oltre le chiudende – Olioofficina magazine – 24 novembre 2015 Sono un elemento importante della storia della Sardegna. Le antiche pietre dei nuraghi, impiegate un tempo per edificarle, sono oggi riutilizzate per erigere laboratori e centri di accoglienza. Così, da simboli di egoismo, potrebbero adesso tramutarsi in simboli di fraternità.

Perché il terrorismo islamico – Olioofficina magazine – 16 novembre 2015  Nessuno si stupisca, ha poco a che vedere con la religione musulmana. Ha invece molto in comune con le filosofie e i movimenti romantici, irrazionalisti e nazionalisti partoriti in passato in Europa. Il culto totalitario della morte è figlio dell’Occidente. Siamo ancora una volta, in forme nuove, allo scontro frontale tra spirito di autodistruzione – figlio del vecchio continente, esportato altrove – e i valori fondanti dell’Illuminismo. Come uscirne? C’è la via dell’interazione, del multiculturalismo o dell’assimilazione.

Gli orti sociali in Italia – Olioofficina magazine – 2 novembre 2015 È un fenomeno che si va collocando in quel che si definisce terziario civile innovativo. Sta emergendo proprio in questi ultimi decenni, nelle città così come nei territori rurali. Il terziario agricolo avanzato contribuisce a modificare le comuni forme dell’abitare, i modelli comunitari e i sistemi socio-economici territoriali. Comprenderne l’antefatto, nella lunga durata, può essere utile per stabilire regole e modalità adatte al paese Italia.

Il non detto sulla riforma agraria – Olioofficina magazine – 24 ottobre 2015 Quando venne realizzata, negli anni Cinquanta del ‘900, fu per tutti elemento fondante della modernizzazione del Paese, non un episodio marginale. Si collocò intenzionalmente insieme alle opere infrastrutturali, in una visione dello sviluppo non limitato alla sola dimensione economica. Poi si affacciò la politica, con l’industrializzazione imposta dall’alto e la conseguente rottura della tradizionale osmosi tra competenze tecnico-scientifiche e saperi esperienziali degli agricoltori, rottura che si inserisce tra le cause della successiva crisi ecologica che ancora oggi viviamo

Perché gli agricoltori non partecipano? – Olioofficina magazine – 20 ottobre 2015 Molti agricoltori sono indifferenti alle iniziative che affrontano gli aspetti culturali e ideali dell’agricoltura e del mondo rurale perché hanno rinunciato ad essere innovativi. L’innovazione è l’esito di processi motivazionali che vanno stimolati, accompagnati e orientati verso le migliori pratiche. È l’esito di una guerra gigantesca da fare tutti i santi giorni contro la mentalità e la pratica assistenzialistica, che è causa ed effetto del clientelismo e dell’illegalità.

L’avvenire agricolo europeo – Olioofficina magazine – 18 ottobre 2015 Abbiamo visto l’agricoltura delinearsi nel corso dei millenni, assumendo volta per volta varie forme ed esprimendo contenuti legati ai diversi contesti operativi, adattandosi puntualmente ai tanti passaggi di civiltà e alle epoche che si sono susseguite. Chi conosce bene la storia, sa come si sia evoluto il mondo rurale. Resta da chiedersi quale futuro sarà in Europa. Per immaginare e anticipare l’agricoltura del futuro occorrerebbe ripensare l’idea stessa di innovazione.

Riguarda tutti noi – Olioofficina magazine – 12 ottobre 2015 La grave crisi politica e sociale di Roma coinvolge tutto il Paese, perché – non occorre mai dimenticarlo – resta la capitale d’Italia. Le dimissioni di Ignazio Marino ci aprono a nuovi scenari e soprattutto a un’idea diversa e alternativa di città, in cui investire in coesione sociale, sviluppo e innovazione. Bisognerebbe puntare sulla responsabilità delle classi dirigenti locali perché sappiano scegliere poche cose da fare e farle bene.

Il debito di Petrini verso Barberis – Olioofficina magazine – 5 ottobre 2015 Il fondatore di Slow Food non è stato l’antesignano della diversità alimentare, così come in tanti credono. Tutto si deve alla grande opera del celebre studioso a capo dell’Istituto nazionale di sociologia rurale. Paradossalmente, nei libri del Carlin nazionale non si citano mai le ricerche dell’Insor. Eppure si tratta di opere che trattano la stessa materia su cui è attiva la nota organizzazione di Bra, ma realizzate con rigore scientifico quando il movimento non era ancora nato. Una irriconoscenza che pesa e che nessuno fa notare.

Nuova ruralità – Olioofficina magazine – 3 ottobre 2015 Non è una espressione tra le tante, perché dietro vi è una data ben precisa in cui tutto ha avuto inizio. C’è poi una specifica tendenza, ancora in atto, che scorge un elemento di contrasto all’economia dissipativa della tecnica e una nuova agricoltura che introduce silenziosamente un correttivo di civiltà, opponendosi al saccheggio della fertilità. Cosa è accaduto? La ruralità tradizionale si è dispersa con la rottura del rapporto tra conoscenza scientifica e cultura agricola esperienziale.

L’approccio multidisciplinare – Olioofficina magazine – 29 settembre 2015 Intorno al grande maestro Manlio Rossi-Doria vi erano tanti giovani che si sono spesi per l’agricoltura, come nel caso dell’economista Giuseppe Orlando, il quale era solito girare continuamente nelle campagne e interagire con i contadini. Sono in pochi ad aver avuto una spiccata sensibilità nel guardare ai temi reali dell’agricoltura. Oggi chi propone, decide e gestisce le politiche agricole non gira quasi mai per i campi.

L’agricoltura sociale correttivo di civiltà – Olioofficina magazine – 22 settembre 2015  Con la n. 141 del 18 agosto 2015 viene finalmente riconosciuto uno spaccato delle campagne con le sue peculiarità, le sue tradizioni, le sue pratiche diversificate a seconda dei vari contesti territoriali. Una realtà sociale e produttiva che affonda le proprie radici nei caratteri comunitari e civili dei territori rurali, riemersa nelle moderne forme di una reinventata ruralità, tra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, e oggi  correttivo di civiltà mediante un percorso educativo di comunità.

Il sacrificio dei contadini – Olioofficina magazine – 21 settembre 2015 L’Italia del secondo dopoguerra apriva a uno scenario inedito, in cui si delineava la riforma agraria. In Calabria erano appena riprese le occupazioni di terra, mirate ad avere più suolo da coltivare. I contadini ne prendevano possesso, delimitando l’area con qualche bandiera o crocefisso, poi l’episodio di violenza, con un triplice assassinio. Il professor Gilberto Antonio Marselli ne fu protagonista e testimone: “mi resi conto che il modo di ragionare degli economisti agrari era mille miglia lontano dai problemi di questa gente”.

Quando si dice latifondo – Olioofficina magazine – 11 settembre 2015 Siamo sicuri di conoscere il senso di una parola pur così chiara e inequivoca nel suo significato letterale, ma di cui non si conosce tuttora bene né il senso storico né gli sviluppi che ne sono derivati? Esiste per esempio una distinzione tra latifondo capitalistico e latifondo contadino. Quest’ultimo fu sconvolto, nel secondo Dopoguerra, dal fiume in piena dell’emigrazione. Quello odierno, invece, ha tutto un altro volto, che è bene scoprire.

Gli atteggiamenti di Coldiretti – Olioofficina magazine – 8 settembre 2015 Mentre gli agricoltori europei manifestano a Bruxelles, la Coldiretti invade il valico del Brennero con richieste per nulla concordate né con Agrinsieme, né con il Copa-Cogeca. E, in tal modo, ha annullato ogni efficacia e credibilità all’iniziativa dei propri colleghi italiani ed europei.

Una riforma agraria testa di ariete – Olioofficina magazine – 8 settembre 2015 È stato come assestare un duro colpo al passato, e così di punto in bianco tutto prese un altro corso. Paradossalmente, l’Italia si è potuta definire Paese industriale solo nel momento in cui, con la riforma agraria, si è venuta a creare una proprietà diffusa della terra e si sono rafforzate le condizioni per ammodernare ancor di più l’agricoltura. Nonostante ciò, il mondo della cultura ha ignorato per lungo tempo l’identità della nuova realtà agricola.

Nella città-laboratorio un nuovo modo di abitare – LeM – 7 settembre 2015 L’agroalimentare può partecipare attivamente al salto tecnologico che si sta realizzando. Si tratta di invertire l’ordine di priorità tra sviluppo e coesione sociale, anticipando la seconda come premessa del primo per civilizzarlo. Bisogna puntare sulla responsabilità delle classi dirigenti locali che devono poter scegliere poche cose da fare e farle bene. Combattendo le povertà, l’evasione scolastica, il disagio giovanile, l’esclusione sociale. Mettendo fine alla corruzione e alle mafie.

L’ansia del cambiamento – Olioofficina magazine – 1 settembre 2015 Ogni età ha la sua particolare bellezza che va colta e valorizzata. Spesso ci facciamo prendere, invece, dalla sindrome di Peter Pan, una condizione psicologica che ostacola il percorso verso la piena maturità perché privilegia strade facili, apparentemente spianate ma sicuramente poco gratificanti e prive di quegli stimoli che solo una vita da adulti può offrire.

Fedeltà assoluta – Olioofficina magazine – 25 agosto 2015 La politica centrista praticata dalla Dc dopo la rottura con la sinistra nel 1947 aveva diversi difetti; ma un pregio è innegabile: il rapporto positivo coi tecnici e la valorizzazione delle competenze indipendentemente dall’affiliazione politica. Oggi, dappertutto nelle cariche pubbliche, oltre la tessera si richiede la fedeltà assoluta a chi deve decidere la nomina. La competenza non viene nemmeno presa in considerazione.

I braccianti di Puglia – Olioofficina magazine – 24 agosto 2015 Per tutti è don Tonino Bello, un sacerdote che è stato un cantore e un testimone del mondo rurale. Una figura di spicco che purtroppo non è più tra noi, ma i suoi scritti e l’esempio restano fondamentali per riflettere e pregare. E’ stato un vescovo tra la gente, sempre prossimo a tutti. Il succo del suo insegnamento è in impegno fatto di coesione sociale, educazione e autoapprendimento collettivo. Senza tali presupposti non si realizza alcuna modernizzazione.

Orti urbani e sociali – Olioofficina magazine – 21 agosto 2015 Per molti sono un modo di organizzare la propria vita in cui il rapporto con la terra e le sue risorse costituiscono un aspetto importante che completa il proprio modo di essere, fonte di equilibrio e benessere psico-fisico. Le istituzioni li considerano ininfluenti ai fini della sommatoria del Pil, ignorando volutamente l’apporto di tali attività. Tuttavia quando curiamo un campo senza l’assillo di dover venderne i frutti a prezzi convenienti, ma solo per il piacere di fare un regalo unico agli amici, rivitalizziamo la civiltà del lavoro delle tradizioni rurali.

Fame e sazietà, oggi – Rivista culturale l’albatros – n. 3 luglio-settembre 2015 Expo 2015 è un’occasione formidabile per parlare di lotta alla povertà, di crescita economica, di nuovi obiettivi dello sviluppo umano, di democrazia, di diritti umani, insomma di politica e di economia. I rappresentanti delle istituzioni, le forze economiche e i soggetti della società civile dovrebbero saper cogliere le forti interazioni tra i problemi della fame e quelli della sazietà, tra i temi dello sviluppo e quelli della lotta all’insicurezza alimentare.

Ricordando Carlo Levi – Olioofficina magazine – 17 agosto 2015 Il suo Cristo si è fermato a Eboli non denigra il Mezzogiorno – come è stato affermato a più riprese – ma mette in luce i valori culturali e umani di una popolazione che all’epoca era prevalentemente contadina e che oggi si presenta sotto forma di una pluralità di professioni e competenze.

Coldiretti ieri e oggi – Olioofficina magazine – 17 agosto 2015  In due video l’anima profonda di Coldiretti. In uno si da’ notizia del Congresso dei Coltivatori diretti svoltosi a Roma nel marzo1953. Nel secondo video uno spot della nota organizzazione risalente al 2013.

Rocco, il santo contadino – Olioofficina magazine – 16 agosto 2015 Era fortemente legato agli animali che ricambiavano volentieri le sue attenzioni. Il suo mito è parte integrante della cultura rurale.

L’olio della conversione – Olioofficina magazine – 10 agosto 2015 Il romanzo di Luigi Caricato esprime una così intensa partecipazione all’anelito di giustizia e liberazione delle campagne e un così vivido interesse a indagarne i valori più profondi, da poter essere ascritta al filone narrativo che da Corrado Alvaro a Ignazio Silone, da Carlo Levi a Rocco Scotellaro, ha caratterizzato la letteratura meridionalistica.

Omaggio a Renato Zangheri – Olioofficina magazine – 9 agosto 2015 È stata una straordinaria figura di studioso e politico insieme. La grande stampa lo ha ricordato quale sindaco di Bologna, in una fase peraltro molto delicata per la vita del Paese e della città felsinea, ma lui è stato un fine storico dell’economia italiana e, in particolare, dell’agricoltura.

Il campanello d’allarme – Olioofficina magazine – 4 agosto 2015 Le anticipazioni del Rapporto SVIMEZ devo scuoterci ma senza farci prendere dalla disperazione. Occorre invertire l’ordine di priorità tra sviluppo e coesione sociale, anticipando la seconda come premessa del primo per civilizzarlo.E ridisegnare completamente il rapporto tra territori e mercati internazionali mediante politiche industriali per l’internazionalizzazione fondate sul “fare squadra” in Italia e all’estero.

Il capocontadino Moscarelli – Olioofficina magazine – 4 agosto 2015 Prossimo ai cento anni, si tratta di una tra le rare figure che hanno consentito all’agricoltura italiana di non essere affossata. Attraverso la sua personalità, emerge un piglio riformista e un approccio anticonformista. Per i suoi detrattori era quasi un “eretico”, ma organizzava lotte per la riforma dei contratti agrari e per migliorare le condizioni di vita nelle campagne. In gioventù maturò una coscienza antifascista che, unita al ripudio di ogni forma di ingiustizia, lo ha da sempre caratterizzato.

Un nuovo patto con la società – Olioofficina magazine – 1 agosto 2015  I contadini – secondo lo scrittore Rocco Scotellaro – hanno sempre avuto una grande consapevolezza di sé. Sanno che il primo lavoro umano fu di sollevare una zolla e insediarsi in un luogo da vivere, tutto venne poi di lì. Stiamo bene noi, dicono agli altri che contadini non sono, starete bene voi.

La sedia lasciata vuota – Olioofficina magazine – 28 luglio 2015 Il giornalista Luigi Caricato e il vignettista Valerio Marini tornano oggi a colpire con l‘arma dell’ironia i dirigenti della Coldiretti. Un modo per sorridere e riflettere sui vizi antichi della nostra classe dirigente; vizi che, come un fiume carsico, riemergono ciclicamente nel nostro Paese.

L’olio racconta gli italiani – Olioofficina magazine – 28 luglio 2015 Il fatto e l’antefatto, ovvero le quattro cose che si possono imparare dalla storia dell’olio da olive leggendo l’Atlante di Luigi Caricato. Un testo, ricco di belle foto, che affronta l’olio nei suoi luoghi di produzione attraverso un approccio che non disdegna una analisi che scava anche nel profondo delle società. Il libro è innanzitutto una storia degli italiani raccontata attraverso l’olivicoltura.

Aiuti diretti agli agricoltori – Olioofficina magazine – 24 luglio 2015  C’è una cattiva politica orientata a distruggere l’idea di Europa. Una relazione informativa del Cese sull’applicazione della Pac mette in evidenza gli elementi critici di una tipologia di intervento pubblico e di un sistema di governance che mette a repentaglio non solo l’unicità di una politica “comune” ma la credibilità stessa del processo di costruzione europea.

Quali Stati Uniti d’Europa – Olioofficina magazine – 21 luglio 2015 Siamo in molti ad auspicare la nascita degli Stati Uniti d’Europa. Ma cosa facciamo concretamente e personalmente perché società civile, opinione pubblica e partiti politici evolvano nella dimensione europea?

“Innovare restando fedeli a se stessi” – Olioofficina magazine – 20 luglio 2015 Dove la crisi viene affrontata seriamente, s’investe in sviluppo e innovazione, puntando su ricerca, sperimentazione e istruzione. Si sogna e s’inventa coi piedi per terra. In Italia pensiamo invece di affrontare le difficoltà, stando sulla difensiva. Educare a un’alimentazione autarchica e chiusa agli scambi con altre culture, significa negare in radice l’assunto di fondo della nostra cultura del cibo. E’ stato molto importante quanto è emerso da un incontro dal significativo titolo La ricchezza intangibile dell’olivo.

La crisi dell’Europa – Olioofficina magazine – 16 luglio 2015 Pochi sanno che l’Unione europea non ha mai voluto riconoscere le associazioni europee, perché teme le formazioni sociali intermedie. L’attuale Ue vuole controllare tutto e tutti attraverso un potere economico e politico invasivo. Per uscire dal guado sarebbe bene abbandonare l’idea di integrazione livellatrice e omologante e realizzare una interazione tra le culture fondata sulla reciprocità e il mutuo aiuto.

Il Decamerone e l’agricoltura sociale – Olioofficina magazine – 12 luglio 2015 Anche nella celebre opera di Giovanni Boccaccio si ricava una preziosa testimonianza dell’importante ruolo che riveste la vita rurale. Vi si narra la storia di Cimone e del suo ritardo mentale e del padre che lo manda a vivere in campagna. Sarà la la vita agreste e la passione amorosa verso Ifigenia a portalo alla guarigione.

L’attività agricola guarisce – Olioofficina magazine – 6 luglio 2015 Chi avrebbe mai immaginato un’agricoltura sociale ante litteram, già al tempo degli antichi Romani. Anche in quell’epoca la vita rurale era un’opportunità. Dopo aver curato una balbuzie congenita vivendo in campagna, Tito Manlio Torquato convinse i romani a non condannare il padre, il dittatore Lucio Manlio Imperioso, per averlo indotto autoritariamente a dedicarsi alle attività agricole. Per lui la vita agreste non era stata affatto una segregazione, ma un modo per migliorare il proprio benessere psico-fisico.

“Le città rischiano di esplodere” – Olioofficina magazine – 6 luglio 2015 La nostra società versa in una condizione in cui non pare esserci alcun barlume solidaristico nell’intervento pubblico e tale stato di cose si è adesso aggravato con la recente crisi economica e finanziaria. Emergono sempre più le nuove forme di povertà. Si tratta a volte di una povertà percepita, indotta dalla paura di arretrare nella scala sociale. Spesso sono forme di povertà dovute alla mancanza di prospettive.

Coltivare e custodire la terra – Olioofficina magazine – 29 giugno 2015  Nella situazione attuale, non ci resta che rifondare la cultura del rapporto tra noi e la natura. Nella civiltà contadina è presente da tempo immemorabile l’idea che la terra in determinate condizioni “si stanchi”. La forza dell’enciclica Laudato sì di papa Francesco, parte da questo assunto. Non è solo un testo per credenti praticanti. Si affronta la questione ecologica con un approccio multidisciplinare: teologico, storico, filosofico, antropologico, scientifico.

“L’altro modo di possedere la terra” – Olioofficina magazine – 16 giugno 2015 Non esiste soltanto la distinzione tra proprietà pubblica e privata, c’è anche una terza via, che in realtà precede tutte le altre: la proprietà collettiva, ovvero un patrimonio che non appartiene né allo Stato, né alle Regioni, né agli enti locali anche se talvolta è imputato catastalmente ai comuni. Tali patrimoni possono essere sottratti alla gestione dei comuni. Un insigne giurista e storico del diritto, Paolo Grossi, ha fornito un’interpretazione della storia delle proprietà collettive da una prospettiva nuova e originale.

“Progetto AlimenTiAmo promosso dal Terzo Settore Lazio” – 9 giugno 2015 Non è più dinanzi a noi la metropoli fordista. Ma qualcosa che è impossibile programmare, pianificare e gestire con gli strumenti amministrativi utilizzati finora. Occorrerebbero percorsi di progettazione ad alta risoluzione capaci di mobilitare le comunità locali.

“Andare oltre la Xylella” – Olioofficina magazine – 9 giugno 2015 L’aggressione subita dagli olivi ha posto al centro dell’attenzione l’agricoltura salentina. L’accesa querelle si è ora ridimensionata e sono emersi i soliti meccanismi emergenziali, alimentati allo scopo di favorire interessi particolaristici. Sopravviverà il paesaggio, o dobbiamo rassegnarci alla sua progressiva estinzione? Ci vuole un impegno dell’intera comunità nel rimettere al centro il modello sociale originario fondato sull’agricoltura che produce beni relazionali per salvaguardare i beni ambientali.

“Quando si dice territorio” – Olioofficina magazine – 7 giugno 2015  Si dice polisemìa del linguaggio, quando una parola esprime molteplici significati. È nel territorio che viene inventata l’agricoltura mediante l’accumulo di un sapere tecnico ed esperienziale che si tramanda di generazione in generazione. Oggi cresce la consapevolezza che per creare le premesse di una modernità sostenibile occorra rimettere al centro l’agricoltura, nella sua dimensione non solo produttiva ma anche culturale.

“Fame e sazietà” – Olioofficina magazine – 30 maggio 2015 Quali regole si prospettano a livello globale? I nuovi termini della fame e della sazietà sono ormai nell’agenda di tutte le sedi formali e informali a livello internazionale. Sta infatti crescendo la consapevolezza che tali temi si possano affrontare solo in una dimensione globale. Expo 2015 è un’occasione formidabile per discutere nuove regole e nuovi assetti dell’economia e della società.

La fame non è un problema di cibo – Agrarian Sciences – 26 maggio 2015 Ma  è un problema economico generale che attiene a una molteplicità di fattori. I nodi da affrontare riguardano le condizioni di povertà e di miseria che si possono eliminare mediante la crescita economica. E questo vale non solo per i paesi poveri ma anche per le nuove povertà nelle metropoli dei paesi ricchi.

“Si lascino i contadini in santa in santa pace!” – Olioofficina magazine – 26 maggio 2015 Carlo Petrini (Slow Food) e Oscar Farinetti (Eataly) parlano dei contadini come se fossero un mondo a parte bisognoso della loro protezione. In realtà, li vorrebbero solo intruppare nei loro ranghi. Sono rimasti gli ultimi “coldirettiani” al mondo.

“Il gusto rivolto al futuro” – Olioofficina magazine – 24 maggio 2015  Il ritorno all’invenzione delle tradizioni porta con sé una trasformazione del gusto da intendere come la dimensione corporea, sensoriale e cognitiva dell’individuo capace di scegliere modalità, luoghi e prodotti di consumo nella mutevolezza dell’agire quotidiano; di associare le sensazioni concesse dall’esperienza della relazione con un alimento o una bevanda alle motivazioni ideali che possono indurre a sostenere determinati progetti imprenditoriali socialmente responsabili

“La complessità del verbo educare” – Olioofficina magazine – 15 maggio 2015 Non c’è un rapporto meccanico e automatico tra educazione e sviluppo economico. Chi ha fatto propria questa semplificazione ha preso un abbaglio gigantesco. Impegnarsi, come si è fatto, facendo leva soprattutto sulle discipline tecniche e scientifiche, non è stata una scelta azzeccata. Il progressivo ridimensionamento delle materie umanistiche nei programmi scolastici è stata una svista enorme.

“Agricoltori separati in casa” – Olioofficina magazine – 12 maggio 2015 Ovvero le cinque giornate dei viticoltori di Asti nell’estate del 1968. Un episodio di cui in pochi sanno, poiché nessuno coltiva più la memoria e nessuno studia la storia. Poliziotti e carabinieri affluirono dalle regioni vicine per intimidire i partecipanti, bloccare la circolazione dei trattori e far fallire la manifestazione. Anche allora la Coldiretti creò non poche difficoltà agli agricoltori nel far valere le proprie ragioni. C’era chi aveva un proprio particolare interesse a lasciare le cose com’erano.

“Un’idea laica dell’economia” – Olioofficina magazine – 5 maggio 2015 Il primo maggio è associato alla festa del lavoro. Bisogna innanzitutto abbattere il pregiudizio negativo nei confronti dell’economia civile e convincerci che questa si potrà espandere affermando un’idea pluralistica degli ethos del mercato.

“Coldiretti uguale mafia?” – Olioofficina magazine – 28 aprile 2015  Secondo il sociologo Gilberto Antonio Marselli, allievo di Manlio Rossi-Doria, la nota organizzazione non è di fatto un sindacato ma un aggregatore di interessi sotto lo stretto controllo della chiesa cattolica. Così, anziché utilizzare le risorse finanziarie che arrivavano alla Federconsorzi dallo Stato per rafforzare lo spirito cooperativistico dei coltivatori e puntare alla loro crescita professionale, si impiegavano per corrompere la Dc e condizionarla nelle scelte parlamentari e di governo al fine di consolidare il proprio potere economico.

Omaggio a Giovanni Berlinguer – Olioofficina magazine – 7 aprile 2015 Già cinquant’anni fa aveva ben chiara la differenza tra una ruralità preindustriale – in cui la salubrità delle campagne era per massima parte solo potenziale – e una ruralità nuova che egli già scorgeva nell’incipiente esodo urbano, indotto da una domanda sempre più impellente di benessere fisico e psichico che solo un’agricoltura modernizzata era ed è in grado di raccogliere e soddisfare.

Era una bugia – Olioofficina magazine – 31 marzo 2015 Da oggi in Europa le quote latte non ci sono più. Dopo 31 anni si chiude finalmente una vicenda dall’esito disastroso: sono decine di migliaia le stalle chiuse e diversi miliardi di euro le multe pagate e da pagare. Contro le quote latte il Presidente della CIA Avolio si spese molto.

Ritratto dell’Italia agricola – Olioofficina magazine – 30 marzo 2015 Ovvero, come il nostro Paese abbia scelto lo sviluppo senza ricerca. In una recensione che si delinea in forma di saggio, si prende in esame il libro Il mais miracoloso. Storia di un’innovazione tra politica, economia e religione, di Emanuele Bernardi, e si scopre un mondo rurale come non lo si era mai conosciuto. Emergono riscontri interessanti e inediti, che ci fanno capire le ragioni dello stato in cui versa la nostra agricoltura oggi.

Da Bonomi a re travicello. La mutazione antropologica della Coldiretti – Agrarian Sciences – 24 febbraio 2015 Per capire quello che sta avvenendo nella più grande organizzazione agricola italiana, è utile ripercorrere l’evoluzione del rapporto di fiducia tra gruppi dirigenti e base associativa da 50 anni a questa parte.

Autarchia o innovazione? – Olioofficina magazine – 13 gennaio 2015 Perché si ha paura delle biotecnologie? Sarebbe davvero un delitto se proprio ora che gli scambi non solo economici diventano nel mondo più ampi e ramificati, rinunciassimo alla nostra principale prerogativa: quella di assimilare più culture e ricrearle.

Le fattorie sociali – Olioofficina magazine – 1 gennaio 2015 Stanno assumendo un ruolo sempre più importante. Sono utili. Sono preziose. Sono da valorizzare. In Italia sono centinaia e mettono insieme attività agricole e servizi alle persone.

“Riscrivere le regole” – Olioofficina magazine – 16 dicembre 2014  Nel suo libro Contro il non profit, Giovanni Moro parla di “effetto alone” e di “effetto boomerang” e puntualmente si sono verificati con “Mafia Capitale”. Per prevenirli occorre riscrivere le regole del Terzo Settore.

Informati ma idioti – Olioofficina magazine – 2 dicembre 2014 Le tecnologie digitali non sono interessate all’antefatto ma ci schiacciano esclusivamente sul presente, sull’immediato. Non sono in grado di riconoscere il sottile processo in base al quale il passato ridiventa esperienza presente.

“Tutto si fonda sul consenso” – Olioofficina magazine – 25 novembre 2014 L’adeguamento alle regole mafiose si conquista creando consenso, non con le minacce, che invece generano paura: è un concetto chiave che accomuna mafiosi e ‘ndranghetisti e li distingue dalle altre forme di criminalità organizzata.

“Il profondo legame con la terra” – Olioofficina magazine – 4 novembre 2014 Con l’innovazione tecnologica e l’innovazione sociale, libertà ed eguaglianza non si contrappongono ma si completano e si arricchiscono a vicenda. In agricoltura come in tutte le attività economiche.

Il narratore di fiabe – Olioofficina magazine – 2 novembre 2014  Il grande studioso meridionalista, Manlio Rossi-Doria, amava raccontarle ai propri figli e nipoti, poi pensò bene di metterle per iscritto. Pubblicate postume nel 2003, Gribaudo le ha ripubblicate in un volume illustrato da Sophie Fatus. Intanto negli ultimi anni la casa editrice L’Ancora del Mediterraneo ha ripubblicato molte sue opere. Da Rubbettino Editore c’è anche la biografia scritta da Simone Misiani.

La strage di contadini – Olioofficina magazine – 29 ottobre 2014 A 65 anni dalla terribile e ignobile uccisione per mano della polizia, il ricordo di una pagina nera della Repubblica italiana. In Calabria marciarono vestiti a festa con gli abiti di velluto nero sui latifondi. Chiedevano con forza il rispetto della concessione delle terre incolte. Lo stesso accade in Basilicata. Un esercizio di pura violenza per mano dello Stato.

Mangia veloce. A Macomer – Olioofficina magazine – 20 ottobre 2014 Il legame tra l’idea di lentezza e lo stile di vita del mondo rurale è uno stereotipo inventato di sana pianta. Nelle comunità contadine non esisteva né l’idea di perdere tempo né quella di non avere tempo. Al Mandiga Lestru, la cucina è a vista e dietro i vetri ai fornelli c’è Enio, figlio di agricoltori lombardi. Il ristorante è del veterinario Giandomenico Cugusi, le pietanze della tradizione sarda.

La Federconsorzi, l’agricoltura italiana e le pretese di Coldiretti – Agrarian Sciences – 17 ottobre 2014 Senza battere ciglio, si rimuove dalla memoria collettiva del Paese un crac da 6 mila miliardi di lire avvenuto vent’anni fa. L’unica preoccupazione è quella di dirottare 400 milioni di euro alla Coldiretti. La quale vanta quel credito – maturato a seguito di un cinquantennio di opachi rapporti tra la Federconsorzi e lo Stato – per conto di una manciata di consorzi agrari sopravvissuti al disastro finanziario della casa madre.

Campi di lavoro e violenza – Olioofficina magazine – 13 ottobre 2014 Uomini e caporali, di Alessandro Leogrande, è un libro utile, da rileggere anche a distanza di qualche anno dalla pubblicazione, avvenuta per “Strade Blu” di Mondadori nel 2008. Se ne ricava un tentativo, ben riuscito, di afferrare la trama che tiene insieme le odierne vicende dei caduti nella guerra dei campi e le cruente lotte dei braccianti di inizio Novecento.

Il mito del posto sicuro – Olioofficina magazine – 29 settembre 2014  Con l’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori cade, anche sul piano normativo, il mito del posto sicuro. Una svolta epocale nei costumi e nella mentalità degli italiani. E’ per questo che le reazioni sono fortemente emotive da ambo le parti. I falsi miti, soprattutto quelli che restano solo sulla carta, è bene che facciano posto a nuovi miti. Il problema serio è che ancora non abbiamo trovato un vero mito su cui costruire il senso del lavoro nella contemporaneità. Rocco Scotellaro dedicò al “posto” una poesia.

Un libero contadino che coltiva la Repubblica – l’albatros – n. 3/2014 Togliatti e le campagne. Come le peculiarità della cultura politica dei comunisti hanno influenzato non solo la vita democratica del paese ma anche l’evoluzione storica e mentale della società civile. Come l’elaborazione di politiche per l’agricoltura e la costruzione di iniziative di massa nelle campagne hanno preparato il passaggio da una società prevalentemente agricola ad una società prevalentemente industriale. Come in tale trasformazione un Togliatti inedito e poco studiato sorprendentemente si rivela protagonista di primo piano

Il coraggio della ricostruzione – Olioofficina magazine – 17 settembre 2014 Puntualizzazioni. Non si capisce perché Alessandro Leogrande, nel suo bel ritratto radiofonico della figura di Manlio Rossi-Doria, sulla scia di Piero Bevilacqua, attribuisca allo studioso meridionalista un giudizio negativo sulla riforma agraria.

Una nuova ruralità – Olioofficina magazine – 7 settembre 2014 Costruire l’immagine di un’agricoltura “tappabuchi” o “crocerossina” di un capitalismo non più in grado di generare sviluppo e occupazione è un’operazione che non fa cogliere l’innovazione sociale che si è realizzata. La Fondazione Censis sta finalmente prestando attenzione alle modificazioni che hanno investito l’agricoltura italiana.

Liberi ed eguali – Olioofficina magazine – 2 settembre 2014 Le persone, oltre che libere ed eguali, nascono e vivono in comunità, praticano la fraternità, acquisiscono identità collettive che le accompagnano per tutta la vita e sono costrette a mediare tra molteplici appartenenze.

Tutto cambia perché nulla cambi – Olioofficina magazine – 26 agosto 2014 Leggiamo “Coldiretti” e pensiamo tirando un sospiro: “Meno male. Dopo tutto, siamo ancora noi, nonostante i nostri innumerevoli vizi e le nostre scarse. virtù″.

Il web, la parola, il giornalismo che non c’è – Olioofficina magazine – 12 agosto 2014 Oggi il web mette a disposizione un’infinità di portali, le cui comunità digitali sono chiuse in se stesse senza quelle competenze del buon vecchio giornalismo: quelle che sapevano esprimere la forza inclusiva, interpretando e commentando temi, contributi e informazioni davvero utili per il dibattito pubblico.

Krusciov l’America e l’agricoltura – Agrarian Sciences – 2 agosto 2014 La fine della guerra fredda che si combatté dagli anni quaranta del secolo scorso tra Occidente e Oriente viene convenzionalmente fatta coincidere con la caduta del Muro di Berlino. In realtà, le ragioni del conflitto erano venute meno nel giro di pochi anni, quando fu chiaro che il confronto tra le due agricolture, quella statunitense e quella sovietica, vedeva in netto e irriducibile vantaggio la prima a scapito dell’altra.

Io mi separo da te – Olioofficina magazine – 20 maggio 2014 Quarant’anni fa le campagne furono decisive nel referendum sul divorzio. Tra lo stupore generale, al referendum prevalsero i “no”. Nessuno aveva riflettuto sul fatto che dieci anni prima proprio da un centro agricolo della Sicilia era giunto un primo segnale di mutamento.

Un mondo dove tutto torna – Olioofficina magazine – 15 maggio 2014  E’ un libro che parla di futuro quello di Nicola Sordo. Tutto ruota intorno al mondo contadino, in una società e in un’economia “ciclica”, fatta di agricoltura di sussistenza, di artigianato e commercio che evolvevano senza una dispersione eccessiva di risorse ed energie.

“Il padre di tutti i pregiudizi” – Olioofficina magazine – 7 marzo 2014  L’idea dell’agricoltura come mondo a parte è il più grave dei pregiudizi. Ciò accade ogni qualvolta si accantonano le grandi politiche strutturali di modernizzazione per dare spazio a interventi assistenzialistici e protezionistici.

“Cum-petere” – Olioofficina magazine – 11 febbraio 2014 Importare ed esportare prodotti alimentari favorisce l’integrazione tra i popoli perché da che mondo è mondo lo scambio di cibi predispone al dialogo e all’accoglienza. L’ospitalità è più antica di ogni frontiera.

“Per un’economia non autarchica” – Olioofficina magazine – 28 gennaio 2014 È penoso e ignobile che s’insinui un odioso pregiudizio: l’idea che l’olio e le olive degli altri Paesi che s’affacciano sul Mediterraneo siano di per sé scadenti. Le multiformi identità hanno tutte pari dignità. Nessuna possiede, sul piano simbolico, uno spessore culturale che sovrasta l’altra.

“Quando a Roma si fece la riforma agraria” – Olioofficina magazine – 21 gennaio 2014 No, non vi sto per raccontare la Roma del II secolo a.C. quando Tiberio e Gaio Gracco si batterono invano contro l’oligarchia dei senatori per distribuire terreni alle famiglie contadine, ma quella degli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso.

“Rocco Scotellario, poetà della libertà contadina” – Olioofficina magazine – 29 dicembre 2013 A sessant’anni dalla morte non abbiamo ancora fatto i conti con il suo lascito. Considerò la civiltà rurale un valore imprescindibile per lo sviluppo. Riuscì a indicare un metodo originale ai contadini del Sud per essere protagonisti in una fase decisiva della propria storia.

“Cosa augurarci per Natale” – Olioofficina magazine – 24 dicembre 2013

“La lentezza. Da stereotipo negativo a cattiva utopia” – Olioofficina magazine – 15 ottobre 2013 La lentezza non ha nulla a che vedere con il mondo rurale. La vera misura della vita contadina è stata la fretta. Non esisteva né l’idea di perdere tempo, né quella di non avere tempo. Oggi invece talune élite culturali esibiscono la lentezza quale elemento di superiorità. Lo slow food, per esempio, si autopercepisce come modello eticamente superiore.

“Le agricolture sociali creano valore” – Olioofficina magazine – 23 settembre 2013 È ormai scientificamente provato che talune peculiarità proprie del contesto rurale e del ciclo produttivo agricolo permettono di migliorare le condizioni di salute e di perseguire percorsi più efficaci di apprendimento, autostima e partecipazione

Quando una fattoria sociale è anche luogo di sperimentazione e ricerca – Agriregionieuropa n. 33 – giugno 2013

Coi concetti di urbano e rurale non si riscopre il senso del luogoVorrei Rivista on line – 27 settembre 2009

 

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Il pensiero della Chiesa sull’impresa agricola – Rivista “Agricoltura”, n. 290, Settembre-Ottobre 1998 L’ultimo documento del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace ripropone il modello aziendale fondato sul binomio proprietà della terra/unità della famiglia nell’impresa. Eppure le ultime encicliche sociali avevano puntato sulla centralità dell’imprenditore, sulla sua professionalità, lasciando liberi i propri familiari di svolgere o meno l’attività in azienda

Agricoltura, Europa, Federalismo  – Rivista “Le ragioni del Socialismo” – n. 29 – Anno III – Settembre 1998 Sono necessarie modifiche rilevanti alla seconda parte della Costituzione sulla forma di Stato, per ottenere un federalismo solidale che rafforzi e non indebolisca l’unità nazionale e consenta di restare in Europa. L’applicazione dell’art. 138 della Costituzione, anche se accidentata, è una strada da perseguire per fare le riforme che i cittadini italiani attendono da oltre quindici anni.